Come nasce il Comfort Food . . .

Nello scouting dei prodotti da ricercare per GustoInQuattro, io e i miei tre partners Pietro, Pasquale e Massimiliano ci siamo imbattuti in un fenomeno estremamente particolare e suggestivo. Il cibo, il vino, l’olio che stiamo selezionando per Voi ha pervaso non solo i nostri palati, ma anche il nostro spirito. Ci stiamo letteralmente lasciando coccolare e “confortare” da sorsi e bocconi carichi di ricordi, di tradizioni, di nostalgia. La domanda che spesso ci poniamo seduti intorno ad un tavolo è la seguente: può realmente questo alimento, questa ricetta della tradizione, questa ricetta complessa, o anche questo semplice bicchiere di vino rendere felici? La risposta è si, e tutto ciò ha un nome: Comfort Food, che non è solo cibo, ma tanto altro! In letteratura e nel mondo del cinema sono innumerevoli gli esempio di Comfort Food. Lilli e il Vagabondo e gli spaghetti con le polpettine, Braccio di Ferro e gli spinaci, e ancora in Ratatouille, l’assaggio del timballo di verdure rievoca nella mente del critico Ego sprazzi d’infanzia, allo scrittore Proust invece basta immergere un biscotto al burro nel the per tornare indietro nel tempo. Sono solo alcuni esempi di Comfort food. Ognuno di noi custodisce dentro di se il ricordo nascosto di un piatto appagante, genuino, consolatorio, che rappresenta quasi un rifugio dallo stress del vivere quotidiano. Nel mio piccolo mondo di ricordi culinari non posso che riportare un esempio vivido che definisce inevocabilmente l’unione fra emozioni, ricordi e cibo. Ero in cucina e avevo necessità di uno spuntino veloce. Sbirciando sul davanzale, vidi del pane che mio padre aveva fatto con tanto amore il giorno prima. Lo presi e ne affettai un pò. Aprii il frigo in cerca di qualcosa. Trovai dei pomodorini, quelli piccoli e pieni di “semenza”. La sola visione di quelle bacche rosse fece ricomparire più viva che mai, nella mia mente una fase stupenda della mia vita. Ero un fanciullino e mia nonna, negli afosi pomeriggi d’estate, mi rincorreva per casa e nel cortile cercando di rifilarmi la classica merenda pomeridiana, si sa che per le nonne non mangiamo mai abbastanza! La merenda in questione era proprio del pane con sopra una spremuta di pomodori carichi carichi di piccoli semi, una vera leccornia che mangiavo con gusto e che preferivo alle banali merendine. Nell’istante in cui morsi il pane che mi ero preparato con dovizia, ho rivissuto attimo per attimo i momenti di quella vita che fu. Vedevo mia nonna, la sua vecchia casa, la sentivo persino gridare! Spesso il comfort food ci appare per caso, non lo ricerchiamo, si palesa per via di un odore, di un sapore (sapere), ma anche solo di una visione.. Arriva all’improvviso e ci inebria i sensi, donandoci attimi di felicità. Altre volte il comfort food può diventare una esigenza, una necessità, un bisogno, un rifugio. E qui vi riporto l’esempio di mia moglie che tornando da Londra ha un essenziale e irrefrenabile desiderio: la pizza che mangia da quando è piccola! Può sembrare strano ma prima ancora di atterrare, mi fa ordinare la pizza! E’ il modo per riconciliarsi alla sua terra, la pietenza preferita in cui nascondersi, l’escamotage per consolarsi e fuggire dallo stress. Il Comfort food può avere infinite sfaccettature. Esiste quello immediato che riscalda e sazia l’animo. Quello che richiama un luogo o un tempo andato. Quello immeditamente gratificante, questo è quello che ci interessa di meno perchè legato il più delle volte a cibi pronti e/o cibi spazzatura, ed infine il comfort food voluttuoso che può includere o meno i primi tre. Chiudo con un pensiero di Nietzsche che involontariamente ci ha regalato la definizione più esatta di Comfort Food per come GustoInQuattro lo intende: “Dimenticare ha l’incalcolabile vantaggio di farci continuare a godere come se fosse sempre la prima volta”.

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