Fiano di Avellino

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Fiano di Avellino

Gusto in 4 consiglia

Fiano di Avellino giovane: il vitigno bianco campano per eccellenza, senza nulla togliere alla Falanghina che giganteggia oramai per l’intero emisfero. Il Fiano è diffuso in ogni vigneto della regione, ma trova la sua massima espressione ed intepretazione nella provincia di Avellino.  I territori dove viene coltivato sembrano sovrapporsi esattamente a quelli del Taurasi, come se la natura volesse rimarcare la bontà di questo straordinario territorio campano. Lapio, Sorbo Serpico, Montefredane, Montefusco e Atripalda rappresentano il feudo di questo stupefacente nettare. Il nome Fiano deriva dal latino Apianun, in quanto particolarmente gradito alle api. Vi sono evidenze oggettive dell’esistenza di questo vitigno già dai tempi di Federico II, per il quale un eccellenza di questo tipo non doveva mai mancare ai suoi banchetti di corte e Carlo II d’Angiò, quest’ultimo fece impiantare ben 16 mila viti di Fiano di Avellino nella vigna reale al punto che nel 1800 ben 100 milioni di litri furono esportati in Francia! Viene elevato a DOC nel 1978, per poi essere definitivamente consacrato nel 2003 con la certificazione DOCG. E’ un bianco di un valore assoluto. Il suo è un giallo paglierino di evidente luminosità, è possibile confondersi con l’oro a causa dei riflessi sfavillanti. Profumo fruttato, con sentori di frutti a bacca gialla e di frutta secca (spesso nocciole). La percezione gustativa è quella di un bicchiere di vino fresco, ma al contempo sapido, robusto e persistente. 

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