Gragnano DOC

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Gusto in 4 consiglia

Gragnano DOC: c’è chi preferisce i freschi bianchi d’estate e i caldi e avvolgenti rossi d’inverno, ma esiste un vino, napoletano di nascita che fa della sua bevibilità un compagno giornaliero senza stagioni. Il Gragnano nasce  per l’appunto a Gragnano, a Pimonte e in gran parte della zona di Castellammare di Stabia. E’ per definizione un vino pronto, poco alcolico, e che si sposa perfettamente con la cucina partenopea sia per caratteristiche organolettiche che per territorialità. Dai francesi è definito Pètillant naturel (frizzante naturale). 

Le uve che vanno a comporre questo mirabile artefizio di alchimia si stagliano su terreni vulcanici. Fra di essi annoveriamo l’Aglianico, il Piedirosso (conosciuto anche come Per e Palummo), e  lo Sciascinoso. Il Gragnano DOC deve possedere almeno il 40% di Per e Palummo, ma sono altresì consentite una serie di uve autoctone che sono eroicamente resistite alla Plasmopara viticola, e con ogni probabilità rappresentano il vero segreto di questo vino.  Il pittore napoletano Giacinto Gigante nel 1845 scriveva: “Il vino di Gragnano, per antonomasia dette il nome a tutti i vini del napoletano, sicché bastava dir Gragnano per intendere un vino fragrante, limpido, abboccato, vocabolo che significa dolce e di vitigno, non artificiale. Che il vino di Gragnano si deve grandemente pregiare, perché è di color granato, chiaro, odoroso e te ne puoi bere due bocce senza tornare a casa ubriaco, che non vi era cantina a Napoli dove non trovasi il Gragnano.” Non c’è bottiglia, azienda, sommelier, enologo o appassionato che abbia descritto questo vino meglio del Gigante. Il Gragnano è un vino sincero e vigoroso, versandolo nel bicchiere la spuma purpurea e dalla grana fine si innalza quasi ad emulare le eruzioni del Vesuvio. I profumi sono esuberanti e si rincorrono fragole, ciliegie ed erbe officinali. Il gusto restituisce una inaspettata morbidezza, bilanciata da una tenace acidità e da tannini lievi ma vivaci. 

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