Guerriero Azienda Vitivinocola in Taurasi (AV)

Cantine-Guerriero

L’azienda Guerriero nasce nel 1995. Siamo in Irpinia, a Taurasi. Uno dei luoghi con la più alta vocazione vitivinicola d’Italia. Questo areale vanta ben tre DOCG: Taurasi, Fiano e Greco di Tufo. C’è solo un altro luogo in Italia che può vantare una produzione simile, l’astigiano. Claudio, il proprietario, è anima e corpo dell’azienda. La sua personalità, forte ed esuberante, la ritroviamo proiettata in ogni goccia dei suoi vini. Agli albori, Claudio e la madre, posseggono un piccolo appezzamento di terreno vitato. Per qualche anno coltivano e curano le vigne, e producono vino rincorrendo un sogno. Ne esce fuori un buon aglianico da consumare in famiglia e regalare agli amici. Claudio, consapevole delle potenzialità dei suoi vigneti, si reca ad Avellino per effettuare delle analisi sul suo nettare. Chiede ed ottiene un incontro col Professor Ferdinando Limone, agronomo e consulente enologo nonchè titolare della cattedra di viticoltura, difesa della vite ed enologia presso l’Istituto Tecnico Agrario F. De Sanctis. Siamo nel 1998, e da quell’incontro il rapporto fra i due si consolida nel tempo. Il professor Ferdinando Limone, come Claudio Guerriero, è un appassionato del territorio. Segue Claudio in ogni cosa. Va in azienda, smussa tutti i difetti, dalla vigna alla bottiglia, mette a posto un po’ di cose e nasce la prima annata imbottigliata del Taurasi dell’Azienda Guerriero, 2000. Dopo 22 anni, questa collaborazione è ancora in essere. L’intramontabile passione e la competenza  del Professor Limone, ora in pensione, sono sempre a disposizione dell’Azienda Guerriero. Il sogno di Claudio è diventato realtà e oggi produce uno dei Taurasi più fedeli che l’Irpinia possa regalare. L’obiettivo dell’Azienda Guerriero è sempre stato quello di non snaturare i propri vini ma di elevarne le tipicità. Visitando l’azienda e scambiando qualche battuta con Claudio, ci si rende immediatamente conto di avere di fronte una persona genuina, schietta, un vulcano che erutta passione e ardore, perfettamente immedesimata nel suo territorio. Un luogo che per lui è inferno e paradiso. Ama la sua terra, ma la vede bistrattata. Sente che si potrebbe fare di più e il suo impegno in tal senso è continuo, innegabile. Claudio non nasconde di veder minacciata la sua terra dal mercato che va sempre più verso i vini francesi, verso i vini morbidi, verso la dolcezza e vitigni internazionali come il Cabernet Sauvignon che nel mondo globalizzato di oggi catturano una gran fetta di appassionati. “E’ una sfida, una battaglia che voglio continuare a portare avanti” dice. E’ un paradosso che l’aglianico sia un vitigno così poco conosciuto e con così poca storia alle spalle, se si pensa all’antichità e alle recensioni tramandate fino ai noi di Plinio il Vecchio. Claudio ha una sua idea di vino, un suo stile e ci fa capire chiaramente che non si arrenderà. Mentre parliamo apre una bottiglia di Taurasi DOCG, Vigna delle Streghe 2012. Lasciamo che si ossigeni. Nel frattempo ci racconta che l’aglianico è un vitigno difficile. Il vino che ne deriva ha la propensione, anzi l’esigenza ad invecchiare. “Il vino che faccio oggi, lo beviamo fra 7/8 anni”, non ci sono mediazioni, non ci sono alternative” afferma. In effetti un nebbiolo, così come un sangiovese, possono essere mediati. L’aglianico non ha mezze misure: o grandissimi vini o grandissime delusioni.  Senza un giusto equilibrio e rapporto fra alcol, acidità ed estratto, è un vino che non ha chance. Spesso è definito come il barolo del sud ed esistono delle analogie. Spiccata tipicità, maturazione tardiva. Il Taurasi di Claudio è un vino rispettato e rispettabile. L’acidità e la tannicità, che per molti rappresentano gli aspetti ottusamente meno ricercati, qui sono la base. Non si rinuncia all’acidità, che poi è la caratteristica che ti permette di tornare su un vino. Ai tannini viene dato tutto il tempo che serve, 30-36 mesi almeno in botti di rovere. Qui vengono prodotte poche bottiglie, coccolate e amate nel tempo. Concludiamo la chiacchierata con Claudio assaggiando il taurasi 2012. Colore rosso rubino con tendenza al granato, al naso è etereo, nobile, avvolgente. Sentori di prugna e ciliegie sotto spirito si fondono a profumi di quercia. In bocca è intenso, persistente con tannini decisi, esemplari e appaganti. E’ un vino che non si concede nell’immediato e che va atteso, ma ne vale la pena. L’azienda Guerriero ed in particolare la Vigna delle Streghe, dove Claudio produce il suo cru, è un posto magico!

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