Nobile di Montepulciano

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Nobile di Montepulciano: Lunghissima è la storia di questo vino, che nasce nel territorio di Montepulciano (SI) dal Prugnolo Gentile, la variante grossa del Sangiovese. Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo III, definì questo nettare rosso perfectissimo, un calice da Signori e da Re. Prima ancora, ed esattamente nel ‘789 il chierico Arnipert offrì alla Chiesa di San Salvatore a Lanciniano presso il Castello di Policiano, un pezzo di terra in cui allenare vigneti. Proprio da qui inizia la storia mirabile del Nobile di Montepulciano. Innumerevoli testimonianze medievale sono arrivate fino a noi. Fra la più segnante c’è quella del poeta Francesco Redi che rende questo vino “Nobile” in una sua opera del 1350 dove scrive: “Montepulciano, di ogni vino è Re“. Si tratta di uno dei primi vini ad aver ottenuto la denominazione DOC già nel 1966 ed insieme al Barolo e al Brunello di Montalcino nel 1980 è stato promosso a DOCG. La produzione cresce di anno in anno, e si stimano fra le 7 e 8 milioni di bottiglie, di queste l’85% sono di Vino Nobile e il restante 15% Vino Nobile Riserva. Le differenze interessano, sostanzialmente, i processi di invecchiamento. La riserva permane, in legno o acciaio, a secondo delle aziende, per almeno 1 anno in più prima di essere posta sul mercato. La base ampelografica è la stessa: Sangiovese 100%, o Sangiovese 70%, col restante 30% composto da vitigni complementari, ovvero mammolo, merlot, colorino, canaiolo, quest’ultimo è quello maggiormente utilizzato. Il disciplinare è molto scrupoloso e garantisce l’intero processo produttivo e la tracciabilità di ogni singola bottiglia.

Una delle peculiarità di questo vino è la zona di origine, limitata al solo comune di Montepulciano. Un luogo che spazia su gran parte della Toscana e su una buona parte di Umbria. Dal palazzo comunale della rinascimentale località toscana è possibile vedere la Rocca di Montalcino da una parte e l’antico borgo di Cortona dall’altra. Il Monte Amiata, il Monte Subasio e le sterminate colline maremmane a sud offrono un confine visivo simile ad un mare verde, interrotto qui e li da macchioline azzurre che corrispondono ai laghi di Montepulciano, Chiusi e Trasimeno. Tutto il fascino di questi luoghi è riassunto in un sorso di Vino Nobile. Col passare dei decenni il Nobile è andato via via imponendosi tanto da affiancare vini altrettanto importanti come il Brunello ed il Barolo. Il Prugnolo Gentile, sebbene venga considerato come un biotipo di Sangiovese, resta l’elemento caratterizzante di questo vino. Sono in corso degli studi sul DNA di queste viti per capire quante e quali differenze presenti col Sangiovese largamente coltivato in altre parti d’Italia. Le caratteristiche del vino che si ottiene dalla lavorazione di queste uve sono quelle tipiche del Sangiovese. Fine, di corpo. Colorazione intensa, viva, luminosa, di buona trasparenza. All’olfatto è ampio, vigoroso ed elegante. Regala profumi fruttati (mirtillo, ciliegia, prugna, mora) e floreali (fiori rossi, sandalo, viole). Seguono note erbacee e terrose. Sfuma su ventate di tabacco dolce e vaniglia. Al gusto il tannino è fitto, intenso e raffinato. Il sapore è pieno ed il suo sviluppo è ineccepibile espandendosi in maniera perfetta. Tutte le componenti si rilevano dosate donando sapore e bevibilità.

Vigneto di Sangionese, Montepulciano
Vigneto di Sangionese, Montepulciano (SI)

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