Aglianco del Taburno DOCG 1920 2012 – Cantine Iannella

20.49

Il 1920 è l’etichetta più prestigiosa di Cantina Iannella, una speciale selezione di Aglianico del Taburno che riposa ed evolve per 24 mesi in barriques di rovere francese e americane. Un vino pacato e generoso come il signor Antonio che lo ha voluto ed ideato. Un capolavoro enologico dedicato alla famiglia, alla Cantina, e a se stesso.

Descrizione

Aglianco del Taburno DOCG 1920 2012 – Cantine Iannella

Caratteristiche

Vitigno: 100% Aglianico
Annata: 2012
Grado alcolico: 14,5%
Denominazione: Aglianico del Taburno DOCG
Località di produzione: Campania – Colline del Taburno, Torrecuso (BN), Terreno argilloso
Sistema d’allevamento: Guyot
Ceppi per ettaro: 5500
Produzione: 40 q per ettaro
Anno di impianto: età media delle viti 40 anni
Esposizione: Sud – Ovest
Altimetria: 450 metri sul livello del mare

Temperatura di servizio: 18-20°C
Tempo di ossigenazione: almeno 1h, servire in Gran ballon
Vino da: occasioni importanti, meditazione

Epoca e modalità di vendemmia

Raccolta manuale delle uve nella prima decade di novembre. Vinificazione in acciaio a temperatura controllata, fermenta per 20 giorni con follatori. Maturazione per 24 mesi in barriques di rovere francese e americane. In seguito imbottigliato, dove riposa per altri 12 mesi prima della commercializzazione.

Note di degustazione

Rubino serrato e scuro, illuminato da lampi violacei. Prodigo di frutta rossa surmatura, generosa e macerata in alcol, a seguire spezie, liquirizia e una particolare nota di pagine ingiallite, con ogni probabilità frutto dei 24 mesi in barriques. In bocca sprigiona densità e profondità tannica, accompagnate da una freschezza ancora presente in un corpo concentrato e robusto.

Vino esigente da abbinare a piatti importanti. Cacciagione e formaggi stagionati. Tuttavia, un calice di 1920 può facilitare la meditazione e la lettura di un buon libro.

Cantina:

Al rientro dal fronte della Prima guerra mondiale, in un periodo storico in cui l’agricoltura viveva un momento di difficoltà, il giovane Giovanni Iannella si rimboccò le maniche e, forte degli insegnamenti del padre Erasmo che con grande sacrificio era riuscito a comprare un piccolo appezzamento di terreno, con la stessa passione e forza di volontà diede continuità al suo operato.

All’epoca Torrecuso era una piazza di fondamentale importanza per il mercato delle uve campane, punto di incontro tra viticoltori e vinificatori. Nonostante le iniziali difficoltà economiche, con la sua visione avanguardistica Giovanni intuì che la coltivazione dei vigneti in un territorio fertile come quello di Torrecuso fosse la strada da percorrere per il successo così ne impiantò di nuovi e rinnovò quelli più vecchi.

Era il 1920 quando Giovanni decise di dare nuova dignità al frutto del suo lavoro, fondando quella che sarebbe diventata una delle cantine più antiche e importanti del Sannio. Egli era conosciuto da tutti come “U’ signore” per il suo fine palato e l’infallibile olfatto e, soprattutto, per l’intraprendenza e lo spirito pioneristico con il quale aveva dato vita alla sua attività. Esigeva la perfezione, si dedicava di persona con grande dedizione al controllo delle lavorazioni in vigna, delle fasi di pigiatura e vinificazione, alla ricerca quasi maniacale della qualità assoluta senza compromessi. Era severo con chi lavorava per lui ma anche molto umile e generoso. Durante la terribile crisi del 1929, un gran numero di persone andò a cercare lavoro presso la sua piccola cantina per ricevere un aiuto economico e nessuno fu rimandato indietro. Da allora i suoi compaesani lo apprezzarono ancora di più. Chioma folta e sguardo fiero, amante della vita e dei suoi piaceri: il vino, il cibo e gli affetti. Dopo il lavoro si recava in paese a piedi, per giocare a carte con gli amici e poi tornava a casa per godersi la famiglia. Sposò Carmina, una giovane del paese, da cui ebbe quattro figli.

A chi gli chiedeva quale medicina gli permettesse di essere cosi vivace e appassionato, Giovanni rispondeva: “Il vino della mia cantina”.

L’attività a conduzione familiare, caratteristica che rimarrà immutata nel tempo, inizialmente aveva una produzione che si limitava a soli 50 quintali di vino. I vini prodotti erano l’Aglianico e il Coda di Volpe.

Nel 1955 a continuare l’attività vitivinicola è Nicola Iannella, figlio del fondatore Giovanni, che amplia i locali ed aumenta la capacità produttiva, privilegiando sempre più la denominazione di origine controllata (D.O.C.).

Dal 1992, a reggere le sorti dell’azienda è Antonio Iannella che sin da ragazzino aveva affiancato il padre Nicola, tra uve e botti, imparando i segreti del mestiere di mastro vinaio.

Gli anni Novanta segnano una svolta importante perché permettono alla cantina di fare un importante salto di qualità. Alla produzione storica di Aglianico e Coda di Volpe, si affiancano la Falanghina ed il Piedirosso.

La crescita e la diffusione dei vini imbottigliati portano Antonio ad ampliare la piccola cantina di famiglia, complice un territorio dal clima mite e il paesaggio collinare, caratterizzato da terreni dalle specifiche peculiarità, che ben si presta alla coltivazione di uve di qualità.

Nel 2001 si inizia a costruire un ampio e moderno stabilimento introducendo nuove tecnologie per la vinificazione e l’imbottigliamento ed una diversificazione della produzione dei vini dei propri vigneti.
Dopo anni di sacrifici e piena dedizione, nel 2015 allo stabilimento produttivo viene affiancata una nuova struttura per meglio accogliere clienti ed enoturisti da tutto il mondo. Sono presenti quattro accoglienti camere, una sala convegni ed una sala degustazioni, oltre alla sala bottaia dove affinano i migliori vini dell’azienda.

Informazioni aggiuntive

Peso 0.8 kg

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