Aglianico del Taburno DOCG Don Nicola 2013 – Cantine Iannella

14.75

Dici “Taburno” ed immediatamente ti balza in mente l’aglianico e molto spesso, per chi ha visitato queste splendide vallate, “Aglianico” è sinonimo di “Don Nicola”. Il Sannio scorre dentro questo vino da oltre un secolo! Un concentrato di potenzialità evolutive in termini di longevità e bevibilità.

Descrizione

Aglianico del Taburno DOCG Don Nicola 2013 – Cantine Iannella

Caratteristiche

Vitigno: 100% Aglianico
Annata: 2013
Grado alcolico: 14,5%
Denominazione: Aglianico del Taburno DOCG
Località di produzione: Campania – Colline del Taburno, Torrecuso (BN), Terreno argilloso
Sistema d’allevamento: Guyot
Ceppi per ettaro: 5000
Produzione: 40 q per ettaro
Anno di impianto: età media delle viti 40 anni
Esposizione: Sud – Ovest
Altimetria: 450 metri sul livello del mare

Temperatura di servizio: 18-20°C
Tempo di ossigenazione: almeno 1h, servire in Gran ballon
Vino da: cene e pranzi importanti, i vostri ospiti non rimarranno delusi!

Epoca e modalità di vendemmia

Raccolta delle uve nella prima decade di novembre. Vinificazione in acciaio a temperatura controllata, fermenta per 20-25 giorni con follatori. Maturazione per 12 mesi in acciaio, affinamento per altri 12 mesi in barriques di rovere francese e americane. In seguito imbottigliato, dove riposa per altri 12 mesi prima della commercializzazione.

Note di degustazione

Rosso rubino con riflessi granata di vivace luminosità. Dopo un giusto tempo di ossigenazione è un vino che regala un esperienza sensoriale ampia e variegata. Emergono prugne e more in confettura su un sottofondo di spezie scure, tabacco e liquirizia. Al palato si uniscono lo spessore della struttura e la infinita gradevolezza del sorso. Tenore alcolico, acidità e trama tannica si bilanciano in un finale persistente e appagante.

Si abbina a carni arrosto, selvaggina e formaggi stagionati. Per gli amanti delle particolarità culinarie proponiamo un abbinamento con pasta fatta in casa e sugo realizzato con coda alla vaccinara. Perchè no?

Cantina:

Al rientro dal fronte della Prima guerra mondiale, in un periodo storico in cui l’agricoltura viveva un momento di difficoltà, il giovane Giovanni Iannella si rimboccò le maniche e, forte degli insegnamenti del padre Erasmo che con grande sacrificio era riuscito a comprare un piccolo appezzamento di terreno, con la stessa passione e forza di volontà diede continuità al suo operato.

All’epoca Torrecuso era una piazza di fondamentale importanza per il mercato delle uve campane, punto di incontro tra viticoltori e vinificatori. Nonostante le iniziali difficoltà economiche, con la sua visione avanguardistica Giovanni intuì che la coltivazione dei vigneti in un territorio fertile come quello di Torrecuso fosse la strada da percorrere per il successo così ne impiantò di nuovi e rinnovò quelli più vecchi.

Era il 1920 quando Giovanni decise di dare nuova dignità al frutto del suo lavoro, fondando quella che sarebbe diventata una delle cantine più antiche e importanti del Sannio. Egli era conosciuto da tutti come “U’ signore” per il suo fine palato e l’infallibile olfatto e, soprattutto, per l’intraprendenza e lo spirito pioneristico con il quale aveva dato vita alla sua attività. Esigeva la perfezione, si dedicava di persona con grande dedizione al controllo delle lavorazioni in vigna, delle fasi di pigiatura e vinificazione, alla ricerca quasi maniacale della qualità assoluta senza compromessi. Era severo con chi lavorava per lui ma anche molto umile e generoso. Durante la terribile crisi del 1929, un gran numero di persone andò a cercare lavoro presso la sua piccola cantina per ricevere un aiuto economico e nessuno fu rimandato indietro. Da allora i suoi compaesani lo apprezzarono ancora di più. Chioma folta e sguardo fiero, amante della vita e dei suoi piaceri: il vino, il cibo e gli affetti. Dopo il lavoro si recava in paese a piedi, per giocare a carte con gli amici e poi tornava a casa per godersi la famiglia. Sposò Carmina, una giovane del paese, da cui ebbe quattro figli.

A chi gli chiedeva quale medicina gli permettesse di essere cosi vivace e appassionato, Giovanni rispondeva: “Il vino della mia cantina”.

L’attività a conduzione familiare, caratteristica che rimarrà immutata nel tempo, inizialmente aveva una produzione che si limitava a soli 50 quintali di vino. I vini prodotti erano l’Aglianico e il Coda di Volpe.

Nel 1955 a continuare l’attività vitivinicola è Nicola Iannella, figlio del fondatore Giovanni, che amplia i locali ed aumenta la capacità produttiva, privilegiando sempre più la denominazione di origine controllata (D.O.C.).

Dal 1992, a reggere le sorti dell’azienda è Antonio Iannella che sin da ragazzino aveva affiancato il padre Nicola, tra uve e botti, imparando i segreti del mestiere di mastro vinaio.

Gli anni Novanta segnano una svolta importante perché permettono alla cantina di fare un importante salto di qualità. Alla produzione storica di Aglianico e Coda di Volpe, si affiancano la Falanghina ed il Piedirosso.

La crescita e la diffusione dei vini imbottigliati portano Antonio ad ampliare la piccola cantina di famiglia, complice un territorio dal clima mite e il paesaggio collinare, caratterizzato da terreni dalle specifiche peculiarità, che ben si presta alla coltivazione di uve di qualità.

Nel 2001 si inizia a costruire un ampio e moderno stabilimento introducendo nuove tecnologie per la vinificazione e l’imbottigliamento ed una diversificazione della produzione dei vini dei propri vigneti.
Dopo anni di sacrifici e piena dedizione, nel 2015 allo stabilimento produttivo viene affiancata una nuova struttura per meglio accogliere clienti ed enoturisti da tutto il mondo. Sono presenti quattro accoglienti camere, una sala convegni ed una sala degustazioni, oltre alla sala bottaia dove affinano i migliori vini dell’azienda.

Informazioni aggiuntive

Peso 0.8 kg

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